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venerdì, agosto 26, 2005
Lo conosco come se fosse casa mia. Per anni ho girato per quei corridoi, diventando amica di quanti vi lavorano o vi passano speranzosi di poterne uscire meglio di quando erano entrati. Sto parlando in un ospedale, un grande ospedale lombardo. Un vero e proprio colosso con le sue perle e le sue inevitabile magagne. Un universo che ha conosciuto e conosce gli appetiti dei baroni e quelli della politica. Un colosso sanitario che riempie le pagine dei giornali, è al centro di polemiche e spesso anche di elogi internazionali.
Un ospedale che da qualche tempo è tornato nell'occhio del ciclone. Perchè? La storia ha un che di assurdo, se la si vede come me dal di fuori. Da anni l'ospedale è amministrato da un vecchio politico di lungo corso (un Dc della cosìdetta prima Repubblica). Berlusconi rimpasta il governo e alla sanità scarica Sirchia per sostituirlo con Storace, il quale in un suo tour lombardo fa visita nell'ospedale, appuntandoselo alla giacca come un "bell'esempio di sanità che funziona". Fin qui tutto ok senonchè dopo qualche giorno decide: via il vecchio Dc, alla sua guida mette un amministratore di sua fiducia.
Il vecchio Dc ricorre al Tar e vince, ma il tizio che lo ha sostituito resta (pare non gli sia arrivata la notifica del pronunciamento del Tar). Ora quell'ospedale è governato da due amministratori in lite. Fin qui nulla di sorprendente. Già, ma nel frattempo in quell'ospedale si è scatenata una guerra sotterranea. Quanti avevano omaggiato l'arrivo del dirigente storaciano inviandogli mail o telefonate di complimenti sono finiti su una sorta di "lista nera" che il gruppo dell'ex Dc ha compilato. E già si annunciano "punizioni" esemplare: avanzamenti di carriera bloccati, spazi prima promessi che vengono improvvisamente depennati.
Una guerra brutta perchè perde di vista il compito di quell'ospedale, curare i malati il meglio possibile.
lunedì, agosto 01, 2005
Sull'aereo ho visto il lenzuolino di nuvole che ricopre buona parte dell'Europa. Vacanze finite.
giovedì, luglio 07, 2005
Così come per l'11 settembre e per l'11 marzo anche questa mattina i cellulari sono squillati in tutto l'ufficio nello stesso momento.
Paura e gelo sono scesi in noi..
Londra
mercoledì, luglio 06, 2005
Dimenticavo! Saluti a chi resti e a chi va. Saluti alla pianura umida e alla collina dal dolce tepore, saluti a mezza Italia e agli amici della rete. Ci vediamo e sentiamo al ritorno. Un abbraccio
E' deciso. Tra meno di dieci giorni si va nel Profondo Nord, laddove regna sovrano il silenzio e dove il giorno (almeno in questa stagione) dura fino a notte. La meta sono i Paesi Scandinavi, con le loro aringhe in salamoia (argh!!!), i fitti boschi e le casette rosse. Insomma vado dove non ho ancora messo piede. Sebbene da qui a là, gli impegni non manchino, non vedo l'ora di salire sull'aereo e lasciarmi tutto alle spalle per almeno due settimane. Da due anni i cambiamenti sono stati tanti e penso di meritarmi un po' di riposo. In preparazione al viaggio, un'amica e collega mi consiglia di leggere un bel giallo svedese. Un testo dove sotto l'apparente calma scorre una dose iperbolica di violenza e dove i rapporti tra le persone sono nervosi e tesi. Non penso di riuscire a leggerlo. Purtroppo non ne ho il tempo. Mi appiglio così ai ricordi bergmaniani, alle inquadrature silenziose, agli squarci di luce e di buio. Mi ritufferò in un cinema. E poi via...
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